Università

L’ANVUR e il ‘merito’. Retoriche del commissariamento

  di Michele Dantini


In occasione del seminario CRUI Atenei: costruire le nuove identità Stefano Fantoni, fisico nucleare e presidente dell’Agenzia nazionale di valutazione delle ricerche, si è pronunciato a favore dei “giovani” e del “merito” (*). Confidiamo nel proposito. Si consolidano tuttavia i motivi di perplessità. L’età media dei sette membri del Consiglio direttivo, stimabile in 60.57 anni, è certo elevata per assicurare rappresentanza alle generazioni accademiche più giovani, le stesse che si trovano in larga parte a sostenere i danni di una conduzione impropria e dequalificata dell’istituzione, e la circostanza appare tanto più significativa se consideriamo quanto riforme universitarie, previdenziali e del mercato del lavoro; innovazione tecnologica e delle modalità di apprendimento; crisi sociali e finanziarie abbiano modellato in profondità gli ultimi tre decenni e stabilito rilevantissime differenze giuridiche, economiche e culturali tra generazioni. Di più: tutti e sette membri sono ordinari, e anche questo tende a apparire poco in linea con le retoriche del “rinnovamento” o l’intenzione di porre fine alla governance dei professori, manifestata (con sottinteso polemico e moralizzatore) dal presidente del Consiglio Mario Monti (**).

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Università

Valutazione della Ricerca Scientifica e Università

  di Raffaele Corrado

Commento a “Con questi criteri di valutazione la ricerca perde fiducia in se stessa” di Tullio Gregory (Corriere della Sera, 10 settembre 2011).

La riforma dell’università e dei meccanismi di reclutamento e carriera avviata con la legge 240/2010 (Gelmini) ha prodotto nuove proposte per la valutazione della ricerca scientifica. Il dibattito che le riguarda mi sembra inadeguato, lo mostro confrontando le proposte dell’ANVUR (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca, 22/6/2011) alla critica di Tullio Gregory sul Corriere della Sera (10/9/2011).

Sintetizzo anche aspetti generali della valutazione della ricerca, conseguenze sull’università e tendenze internazionali, per evidenziare un problema della valutazione della ricerca scientifica in Italia. Commenterò il quadro dell’università che emerge dall’insieme di queste considerazioni.

Valutazione della ricerca scientifica

Le possibili direzioni della ricerca scientifica sono infinite, le risorse da destinarvi limitate, allora è necessario valutare per decidere dove impiegarne di più e dove di meno. Come valutare il lavoro di un ricercatore? Fisica o lettere il principio è uguale, quanto bene fa al mondo, ma è un metro non applicabile in pratica. Si ricorre perciò a un criterio indiretto: l’importanza che ha per gli studi del suo campo. Questo può essere valutato solo da esperti dello stesso campo del ricercatore, i quali per questa competenza sono detti suoi “pari”, in inglese peer. La valutazione dei pari è la peer review.
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