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Sempre sull’Accademia della Crusca, con parole un po’ diverse

di Claudio Giunta

[Il Sole 24 ore, 28 agosto 2011]

«Dopotutto, perché non chiuderla? L’Accademia della Crusca aveva un senso nel 1650, o nel 1950, quando a decidere come si parlava e come si scriveva erano i professori. Adesso, con trecento canali satellitari e il più alto tasso d’immigrazione della nostra storia, chi li ascolta più? Dunque dichiariamo defunta questa parvenza di Autorità e spendiamo i nostri soldi in cose più sensate e più utili». Questa posizione non è la mia posizione, ma è perfettamente legittima (e mi aspetterei anzi che una destra tecnocratica seria la facesse propria). Solo che poggia su un equivoco. Perché istituzioni come l’Accademia della Crusca non hanno il compito di proteggere la nostra lingua bensì quello di proteggere la conoscenza della nostra lingua. È diverso. Nel primo caso si danno delle regole (che verranno o non verranno ascoltate); nel secondo s’insegna a studiare e a riflettere. ...Leggi tutto "Sempre sull’Accademia della Crusca, con parole un po’ diverse"