Posted on

Su “Editing Novecento” di Paola Italia

di Claudio Giunta

[Domenicale del Sole 24 ore, 16 giugno 2013]

Delle varianti d’autore, del loro interesse per la critica, Edmund Wilson pensava questo: «Io non leggo quasi mai varianti, e credo che la pubblicazione e il confronto tra le varie stesure dell’opera di uno scrittore sia per lo più perfettamente futile. I resti, i trucioli della scrittura stanno quasi sempre bene nell'immondizia. Se li lasci in giro, finiscono per essere pubblicati o commentati nelle tesi degli accademici, che invece dovrebbero occuparsi di cose più serie». Wilson scriveva queste cose in una lettera del 1943. In una paginetta scritta appena quattro anni dopo, Benedetto Croce mostrava di pensarla più o meno allo stesso modo: «Confronti e disquisizioni sulla prima e l’ultima stesura [sono il] pascolo di tutti i professori ed accademici che non sanno far né critica né storia [...]. Io non vieto niente, né la soddisfazione della curiosità, né l’intrattenersi delle inezie quando pur premono cose maggiori; ma sgonfio l’una e le altre quando pretendono di essere critica affinata o integrazione della critica seria».

Non si può davvero dire che alle scomuniche di Wilson e di Croce si sia prestato molto ascolto.

...Leggi tutto "Su “Editing Novecento” di Paola Italia"