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Homo festivus entra all’università

di Claudio Giunta

www.internazionale.it

Il documento che ho sulla scrivania viene dall’ufficio comunicazione di un’università italiana. Questa frase richiede già una minima nota, perché non è scontata. Le università italiane hanno un ufficio comunicazione? Certo, è l’ufficio che si occupa tra l’altro dei rapporti con i giornali e della gestione del sito internet dell’ateneo e dei dipartimenti, che pianifica le campagne pubblicitarie (o, più soavemente, di orientamento), e insomma che cura l’immagine dell’università. Niente di strano e niente di male, nella cosa in sé, e nessuna ragione d’indignarsi: esiste un pubblico, esistono degli utenti da informare, serve che qualcuno ci pensi.

Il documento viene dunque dall’ufficio comunicazione di un’università italiana e parla di un prossimo Festival della Ricerca al quale la mia università è invitata a partecipare: vogliono fare un consorzio. Il documento è lungo 22 pagine ed è scritto in (ottimo) inglese. Perché in inglese? Perché il documento verrà inviato «a Bruxelles» (così nella lettera di accompagnamento) allo scopo di partecipare a un bando per il finanziamento di progetti «tesi a sensibilizzare la cittadinanza sui temi della ricerca scientifica».

Si tratta di finanziamenti per milioni di euro, e l’università proponente (o il consorzio proponente, se accettiamo l’invito) ne vorrebbe una fetta. Il progetto non ha ancora un acronimo («a Bruxelles», per comodità nel disbrigo delle pratiche, chiedono che ogni progetto abbia un acronimo), mentre ha già un titolo, The Fifth Virtue (‘La quinta virtù’), titolo il cui senso è chiarito alle pp. 2-3 del documento, che qui riassumo. Ci sono, secondo la dottrina cristiana, quattro virtù cardinali: fortezza, prudenza, giustizia e temperanza. Sono quattro virtù fondamentali anche per chi fa ricerca in campo scientifico, anzi si può dire che la ricerca scientifica sia la somma, la sintesi di queste quattro virtù: bisogna essere resistenti, cauti, equi, metodici. Questa somma o sintesi esprime appunto la «quinta virtù», la virtù del ricercatore. Onde il titolo The Fifth Virtue. Onde la richiesta di finanziamento «a Bruxelles».

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