Posted on

Vent’anni dopo

di Claudio Giunta

[Corriere del Trentino, 19 giugno 2013]

Qualche tempo fa Nanni Moretti disse che stava lavorando a un film-documentario sugli anni berlusconiani, «per raccontare le oscenità politiche e giornalistiche a cui ci siamo abituati, o di cui non ci siamo accorti». Non so se il progetto andrà a buon fine. Ma intanto qualcosa del genere, qualcosa di complementare, ha fatto Giorgio Ieranò in Il ventennio conformista (Salerno Editrice).

Qualcosa di complementare perché, più che di politica e di giornalismo, Ieranò si occupa di cultura, di quella che secoli fa, prima che le carte si mescolassero, si sarebbe chiamata alta cultura – storia e letteratura, soprattutto – e del modo in cui, nel corso del ventennio suddetto (1992-2012), questa cultura è stata maltrattata. Il libro è un po’ diseguale. Alcuni capitoli, specie quelli della prima parte, sono ben documentati, intelligenti, scritti bene e con brio (solo ogni tanto lo stesso Ieranò viene contagiato dalle cattive maniere correnti e chiama Silvio Berlusconi «Silvio», o sporca la pagina col cossighiano – e già perento, per fortuna – ‘picconare’, o riabilita, senza necessità, il vecchissimo bruttissimo ‘trinariciuto’). Altri (seconda parte soprattutto) sono un po’ più tirati via e hanno l’aria, più che di brevi saggi, di lunghi articoli del genere ‘opinionista’, e non è un complimento.

Comunque, aveva ragione Moretti, e ha avuto ragione Ieranò a scrivere: si resta allibiti di fronte alla quantità di idiozie a cui ci siamo abituati, o di cui non ci siamo accorti, una valanga tale da poter essere declinata solo nella forma dell’elenco: i bravi ragazzi di Salò, Matteotti lo strozzino, i comunisti che mangiano i bambini, il film su Alberto da Giussano, la fiction sul frate cappuccino anti-islamico Marco D’Aviano (tutto ovviamente finanziato dai contribuenti), eccetera eccetera.

...Leggi tutto "Vent’anni dopo"