Posted on

Sì, ma cosa c’è dentro? Per esempio Rilke

di Claudio Giunta

Mentre il neverending tour di presentazione di Cuori intelligenti. Mille anni di letteratura prosegue con, starei per dire, veemenza (lunedì 21 siamo a Roma, Casa del Cinema, alle 15; martedì 22 siamo a Napoli, Liceo Sannazaro, alle 16.15; mercoledì 23 a Cagliari, Liceo Pacinotti, alle 15), uno potrebbe anche domandarsi che cosa c’è dentro. Perciò do qualche assaggio. Oggi una poesia famosa, bella e tremenda di Rilke.

Mileto Torso

Nel 1902, Rilke va a Parigi per conoscere lo scultore Auguste Rodin: da tempo ammira le sue opere e vorrebbe scrivere un saggio su di lui. Resterà a Parigi fino al 1906, e i suoi rapporti con Rodin diventeranno tanto stretti che, per un periodo, Rilke lavorerà come segretario dello scultore, nella sua villa di Meudon. L’incontro con Rodin ha una notevole importanza per i suoi riflessi sulla poesia di Rilke. Sino a quel momento, egli aveva cercato, come i simbolisti, di evocare attraverso i suoi versi degli stati d’animo, dei sentimenti: la musica e la pittura erano state le arti che lo avevano soprattutto ispirato. Ora l’interesse per la scultura lo porta a voler piuttosto descrivere che evocare, cioè a ricreare con le parole gli oggetti, lasciando in secondo piano le idee e le emozioni dell’io. Come scrive a Lou Salomé nel 1903, «la cosa è precisa e determinata, la cosa dell’arte dev’esserlo ancora di più. Strappata al caso, sottratta a ogni oscurità, tolta via dal tempo e data allo spazio, è diventata durata, capace di eternità. Il modello è parvenza, la cosa dell’arte è».

...Leggi tutto "Sì, ma cosa c’è dentro? Per esempio Rilke"