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Piagnistei

di Claudio Giunta

[Italianieuropei, 3 (2012), pp. 30-37]

Sullo scaffale accanto alla mia scrivania c’è un raccoglitore che ha incollata sul dorso la scritta Piagnistei. Contiene, in fotocopia, saggi sulla crisi dell’umanesimo o sulla fine dell’umanesimo, dove per umanesimo s’intende ‘discipline umanistiche insegnate a scuola e all’università’. Dentro il raccoglitore, i saggi sono riuniti in sottocategorie.

C’è la sottocategoria del Disagio digitale. I saggi che ne fanno parte ruotano attorno alla domanda: come può, la cultura umanistica seria, quella fatta di letture pacate, di lezioni dalla cattedra, di conversazioni distese fatte guardandosi negli occhi, sopravvivere nella civiltà dell’informazione istantanea, delle e-mail, dei giochi elettronici e dei cellulari?

C’è la sottocategoria del Nervosismo di fronte alla globalizzazione. I saggi che ne fanno parte ruotano attorno alla domanda: ha ancora senso occuparsi della letteratura, della storia, dell’arte nazionale in un mondo nel quale la lingua franca è l’inglese e il ‘viaggio in Italia’ non è ormai, per la formazione di un intellettuale, più importante di un viaggio in Spagna, o a Los Angeles, o alle Seychelles? ...Leggi tutto "Piagnistei"