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Tre anni in uno, scarso. Intervista con Andrea Fogato

di Claudio Giunta

[www.leparoleelecose.it]

Laureato in Lettere all’Università di Trento, nel 2010 e nel 2011 Andrea Fogato ha lavorato in uno di quegli istituti a cui ci s’iscrive per recuperare gli anni scolastici, prima come insegnante di italiano e storia, poi come impiegato. Si tratta, a tutti gli effetti, di una scuola: ci sono le aule, gli insegnanti, una segreteria, una direzione. Sono attivi vari corsi di studio: liceo, ragioneria, geometri e ITAS (Istituto Tecnico Attività Sociali). Le lezioni si svolgono per lo più al mattino, talvolta al pomeriggio. Gli insegnanti spiegano e fanno sostenere verifiche. A metà anno viene anche rilasciata una pagella. Si possono fare due o tre anni in uno. L’anno della maturità fa caso a sé per le ragioni che si vedranno. Da ottobre a maggio l’istituto prepara lo studente a sostenere l’esame di idoneità (alla classe terza se per esempio si frequentano la prima e la seconda) o l’esame di maturità presso una scuola paritaria con la quale l’istituto ha stretto un accordo di collaborazione.

Cos’è un centro per il recupero degli anni scolastici? Come funziona? Chi ci lavora?

È un’azienda come un’altra. Un’azienda che, per sopravvivere, deve assicurare ai suoi clienti un certo risultato. Nel contratto che viene stipulato si garantisce al cliente, nel caso di bocciatura, la gratuità del successivo anno di studi: di fatto, il rischio è minimo, la promozione è quasi assicurata. Il corpo docenti è formato da laureati che non hanno trovato spazio nella scuola pubblica. Di solito vengono assunti con contratti a tempo determinato o a progetto; l’azienda preferisce che abbiano la partita IVA. Sono quindi dei collaboratori pagati a ore. La maggior parte di loro ha un’altra attività, anche se la direzione tende a dare l’orario pieno a tutti, in modo da avere un corpo insegnanti ridotto. Succede così che un laureato in Lettere insegni italiano, storia, geografia, filosofia e storia dell’arte per classi di liceo scientifico o geometri, che vanno dalla prima alla quinta. Nella scuola pubblica una cosa del genere è impossibile: qui invece si può, dato il livello generalmente basso delle lezioni.

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