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Sullo Sgargabonzi, “Jocelyn uccide ancora” (minimum fax)

di Claudio Giunta
Diciamo che ci sono tre tipi di comicità (in realtà ce ne sono trenta, ma procediamo per semplificazioni e assiomi, come quei deliranti manuali di teoria della letteratura). C’è una comicità che nasce dalla situazione, una che nasce dalla battuta di spirito, una che nasce dal linguaggio. Nel Decamerone di Boccaccio, la situazione comica è per esempio quella di Calandrino che, con le tasche piene ...Leggi tutto "Sullo Sgargabonzi, “Jocelyn uccide ancora” (minimum fax)"
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Baruffe muranesi

di Claudio Giunta

Domenicale del Sole 24 ore, 15 ottobre 2017

Studiando la letteratura del Medioevo càpita di avere la sensazione che la realtà si smaterializzi sotto i propri occhi. Non che gli scrittori non parlino di cose tangibili, di persone in carne e ossa, non che stiano postmodernamente in equilibrio sul crinale tra verità e menzogna: al contrario, pretendono di dire la verità anche quando dicono cose ovviamente inventate, come andare a spasso nell’oltretomba ...Leggi tutto "Baruffe muranesi"
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Il mondo è quel che è. Una nuova lettura del Decameron

di Claudio Giunta

Domenicale del Sole 24 ore, 28 maggio 2017

The world is what it is. È la prima frase di Sull’ansa del fiume di Naipaul nonché il titolo della sua autobiografia (le frasi successive non sono meno memorabili: «Uomini che non sono niente, che concedono a se stessi di non diventare niente, non hanno posto nel mondo»). Il mondo è quel che è: la maturità consiste nel fare esperienza di questo semplice fatto, e nell’accettarlo. O no? Arrivato ...Leggi tutto "Il mondo è quel che è. Una nuova lettura del Decameron"
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Sulla “Caccia di Diana” di Boccaccio

di Claudio Giunta

Domenica del Sole 24 ore, 9 aprile 2017

«Mi parli del Boccaccio poeta» è una domanda-killer, una di quelle che agli esami di Letteratura italiana si fanno ‘per la lode’ a chi ha già dimostrato di sapere il fatto suo. Peggio c’è solo «Mi parli del Boccaccio latino». L’italiano medio, lo studente medio, lo studioso medio (anche medievista) conosce il Decameron, e ha solo una vaga informazione sul resto dell’opera boccacciana. ...Leggi tutto "Sulla “Caccia di Diana” di Boccaccio"
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Parole strane

di Claudio Giunta

Domenicale del Sole 24 ore, 21 agosto 2016

Ricordate il monologo finale di Pacino in “Profumo di donna”? «Io mi sono trovato spesso ad un bivio, nella mia vita. Io ho sempre saputo qual era la direzione giusta: senza incertezze sapevo qual era. Ma non l’ho mai presa. Mai. E sapete perché? Perché era troppo duro imboccarla». Ecco, anch’io ho sempre saputo che avrei potuto diventare un bravo linguista: c’era la disposizione, ...Leggi tutto "Parole strane"
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Sì, ma cosa c’è dentro (8)? Una lettera dalle Canarie (dal “De Canaria” di Giovanni Boccaccio)

di Claudio Giunta

Ottavo estratto dal manuale-antologia
Cuori intelligenti. Mille anni di letteratura

Boccaccio parla delle Canarie, naturalmente senza esserci mai stato; e parla dei ‘selvaggi’ che vivono laggiù. Siamo nel 1341, è uno dei primi documenti della prossima conquista europea del mondo – There Will Be Blood. 

I «selvaggi» non li scoprì Cristoforo Colombo sbarcando in America nel 1492. La storia medievale è costellata da incontri tra viaggiatori europei (viaggiatori che partono per commerciare, per fare la guerra, per visitare i luoghi sacri del cristianesimo) e ‘nuove’ popolazioni africane o asiatiche (nuove, si capisce, agli occhi degli europei: agli occhi degli africani e degli asiatici i ‘nuovi’ ...Leggi tutto "Sì, ma cosa c’è dentro (8)? Una lettera dalle Canarie (dal “De Canaria” di Giovanni Boccaccio)"