Posted on

A proposito di “Prima lezione di filologia” di Alberto Varvaro

di Claudio Giunta

[In parte sul supplemento culturale del Sole 24 ore, 18 marzo 2012]

Nello studio di un mio collega all’università c’è un foglio appeso al muro che dice «C’è qualcosa nella filologia che fa appello agli istinti peggiori degli esseri umani». La frase è di George Steiner e la potremmo riscrivere, in maniera un po’ meno perentoria, in forma di domanda. Con tante cose da fare e da dire, che senso ha passare la vita a sfogliare manoscritti o stampe antiche, a ricostruire la tradizione di opere che il più delle volte non vale nemmeno la pena di leggere, a pubblicare edizioni che spesso richiedono anni e anni di lavoro e che altrettanto spesso non differiscono dalle edizioni precedenti se non per qualche dettaglio insignificante, e comunque non portano nessun reale contributo all’interpretazione di un’opera o di un autore? Di quale timidezza è segno un atteggiamento simile? O peggio, di quale viltà?

A queste ragionevoli critiche si può rispondere in molti modi, e alcune buone risposte si trovano (insieme a molte altre cose) nella Prima lezione di filologia di Alberto Varvaro appena pubblicata da Laterza. Vediamo, dunque.

...Leggi tutto "A proposito di “Prima lezione di filologia” di Alberto Varvaro"