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La coda mozza. I libri digitali, la scuola, la democrazia

di Paolo Giovine

[kisbo.tumblr.com]

Lo confesso, per un po’ ci ho creduto; la teoria della coda lunga e delle infinite possibilità della rete mi ha sedotto: ho frequentato intimamente la tecnologia ed ho ignorato quello che, sempre più, stava diventando chiaro. Oggi non ho più dubbi: la coda lunga non esiste; o meglio, esiste ma è, di fatto irrilevante. Ancor più, forse, di quanto non lo fosse nel mondo analogico.

La coda mozza è visibile universalmente: non c’è settore merceologico in cui i soldi e la sagacia tecnica non riescano a prevalere sulla qualità, dove la grande azienda avveduta e capace non possa ricacciare nell’ombra i piccoli pionieri del digitale; certo, la modifica delle abitudini del marketing e la maggiore esposizione al digitale degli utenti hanno provocato una rotazione delle posizioni in classifica, ed è ovvio l’ingresso di nuovi colossi digitali che scalzano vecchi dinosauri. Ma l’utopia non è visibile, l’accesso a infinite ed universali possibilità rimane una fascinazione di scarso fondamento.

Prendiamo i libri digitali. La visibilità sugli store digitali che pesano (quindi, su Kindle e iBooks, e poi su Android, Kobo o Nook) è riservata ai blockbuster, ai libri spinti da editori medio grandi (che si comprano le posizioni premium e dialogano direttamente con Amazon ed Apple); l’esito è mediamente devastante per i piccoli editori, che possono recuperare visibilità investendo in pubblicità, o scatenando i propri contatti per far scaricare e recensire i libri, ottenendo un miglioramento del ranking e della visibilità. ...Leggi tutto "La coda mozza. I libri digitali, la scuola, la democrazia"