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Sì, ma cosa c’è dentro (8)? Una lettera dalle Canarie (dal “De Canaria” di Giovanni Boccaccio)

di Claudio Giunta

Ottavo estratto dal manuale-antologia
Cuori intelligenti. Mille anni di letteratura

Boccaccio parla delle Canarie, naturalmente senza esserci mai stato; e parla dei ‘selvaggi’ che vivono laggiù. Siamo nel 1341, è uno dei primi documenti della prossima conquista europea del mondo – There Will Be Blood. 

I «selvaggi» non li scoprì Cristoforo Colombo sbarcando in America nel 1492. La storia medievale è costellata da incontri tra viaggiatori europei (viaggiatori che partono per commerciare, per fare la guerra, per visitare i luoghi sacri del cristianesimo) e ‘nuove’ popolazioni africane o asiatiche (nuove, si capisce, agli occhi degli europei: agli occhi degli africani e degli asiatici i ‘nuovi’ e gli ‘strani’ eravamo noi). I pellegrini e i mercanti viaggiano da soli o in piccoli gruppi, e generalmente non rappresentano un pericolo per le popolazioni con cui entrano in contatto: al contrario, sono loro – deboli, isolati, lontani da casa, ignari della lingua e dei costumi dei paesi che attraversano – che corrono il pericolo di essere derubati, imprigionati, uccisi.

Ma a un certo punto della storia europea ai pellegrini e ai mercanti si sostituiscono gli eserciti, e i viaggi al di fuori dell’Europa non vengono più fatti per visitare i luoghi santi o per commerciare ma per conquistare. Per secoli, eserciti cristiani attraversano il Mediterraneo per ‘liberare’ dai musulmani i luoghi considerati santi dalla religione cristiana, i luoghi in cui ha vissuto ed è morto Gesù: le Crociate sono la prima delle molte guerre che gli europei intraprenderanno contro popoli di altri continenti. Alla fine del Quattrocento, con la scoperta delle Americhe, quella guerra diventerà davvero mondiale: e porterà allo sterminio o alla riduzione in schiavitù di milioni di esseri umani da parte dei conquistadores. Ma i viaggi di esplorazione e conquista erano cominciati prima, anche se in maniera un po’ meno cruenta, e Giovanni Boccaccio fa un resoconto di uno di questi viaggi in un breve opuscolo intitolato De Canaria et insulis reliquis ultra Hispaniam noviter repertis (‘Sulla Canaria e sulle altre isole da poco scoperte al di là della Spagna’).

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