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500 giovani samurai. Un bando del Mibac per il digitale

di Paolo Giovine

[http://kisbo.tumblr.com]

Ne avevo sentito parlare, ma vedere il provvedimento pubblicato mi ha fatto una certa impressione; non è uno scherzo, viene avviato un concorso per selezionare 500 giovani laureati “da formare, per la durata di dodici mesi, nelle attività di inventariazione e di digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, presso gli istituti e i luoghi della cultura statali”.

Letta presentò la cosa come la creazione di un’opportunità di lavoro per 500 giovani, non è esattamente così (comma 3. Art.5. “il programma formativo di cui al presente Avviso non costituisce in alcun modo e non dà luogo alla costituzione in alcun modo di un rapporto di lavoro subordinato”): trattasi di un programma formativo, che alla fine prevede il rilascio di un attestato (una bella affissione di titoli non si nega a nessuno) e che “non comporta alcun obbligo di assunzione da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo”.  Viene ribadito così tante volte che escluderei di prevedere assunzioni. E, peraltro, non credo sia un male.

Allora perché un giovane (dove per giovane in Italia si intende un under 35) che ha  una laurea con almeno 110/110 o un diploma 150/150, e una certificazione B2 QCER dell’inglese, dovrebbe trascorrere 12 mesi della sua vita a formarsi “presso gli istituti e i luoghi della cultura statali”? Per la ragguardevole cifra di  euro 5000 lordi annui?

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