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Su “Cuore primitivo” di Andrea De Carlo

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 31 ottobre 2014

«Che fa nel ritratto lo Scrittore? Scrive, che domanda!», diceva Sbarbaro pensando alle pose dei suoi colleghi più impettiti. Lo sfottò m'è tornato in mente leggendo Cuore primitivo (Bompiani), l'ultimo romanzo di De Carlo, che invita a fare il punto sui trent'anni di presenza pubblica del nostro narratore più liquido e seriale. Ma a ricordarmi Sbarbaro non è stato l'autore, che anzi preferisce farsi fotografare tra barche e pergolati, poliedricamente chino su qualche strumento musicale o alonato dalla sportiva riflessività di uno yogin avvezzo a sedurre senza perdere l'aplomb; è stato invece il suo nuovo alter ego romanzesco, Craig Nolan, aitante antropologo inglese che al prestigio accademico unisce un successo televisivo degno di Valerio Massimo “Indiana Jones” Manfredi.

Con la moglie scultrice Mara Abbiati, Craig trascorre l'estate tra mare e monti liguri, in una di quelle case cadenti che gli intellettuali decarleschi occupano nel centro Italia quando hanno voglia di autarchia. Ma a volte l'autarchia costa caro: salito sul tetto a coprire un buco, Craig precipita ammaccandosi gambe e schiena; e per riparare i danni, Mara assolda Ivo Zanovelli, un costruttore spregiudicato di cui presto s'infatua. Ora, in tutto ciò il pedante prof. Nolan non smette un attimo di sovrapporre a quel che gli accade dei commenti da bignami di antropologia. Mentre prova a correggere l'eccessiva fiducia della moglie nei melliflui imprenditori italiani, eccolo che riflette sul rapporto tra divisione dei ruoli nella coppia e sopravvivenza della specie. Se fronteggia Ivo sull'uscio di casa, cita tra sé le ricerche di qualche équipe sulla distanza esatta a cui due corpi umani iniziano a trasmettersi aggressività. Quando una vicina lo invita a trasferirsi da lei per sfuggire al rumore degli operai, non può evitare un richiamo all'ospitalità dei kenioti Bukusu. Arriva addirittura a giustificare una propria scappatella spiegando che «la tendenza alla poliginia è innata nei maschi alfa», e allegando apparato bibliografico. In più, controlla la moglie ossessivamente, irritato che la crescente fama di lei gli sottragga un po' di scena. ...Leggi tutto "Su “Cuore primitivo” di Andrea De Carlo"