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Fitness! Una deliziosa domenica a Rimini

di Claudio Giunta

Internazionale online

Rimini

Il mio sociologo di fiducia, Giuseppe Sciortino, può anche dire che esagero, che do importanza ai fatterelli e non ai fatti, che sto scambiando la periferia per il centro, e che le statistiche continuano a dire che ad andare in palestra è comunque una piccola minoranza di italiani, altro che mania collettiva: pochi, o non tanti comunque, concentrati in una particolare fascia d’età. Niente di epocale, solo moda, molti meno di quelli che si fanno i selfie o i tatuaggi, perciò se cerco i segni dello Zeitgeist – e già è volgare farlo – è meglio se guardo da quelle parti.

Può darsi, ma non è strano sentire, in una pizzeria da asporto, la frase «Tanto devo fare massa», pronunciata da un cliente piuttosto robusto al pizzaiolo che gli ha appena consegnato non una ma, per errore, due pizze al prosciutto? E, se l’occasionale non conta, non è strano – e anche un po’ sinistro – che persone relativamente normali si facciano impiantare dei polpacci artificiali?

Per questo sono tornato al Festival del Fitness di Rimini: per vedere se lo spirito del tempo soffia in quella direzione, come mi era parso la prima volta che c’ero stato, due anni fa.

Soffia, soffia.

Il Festival del Fitness è una fiera, e infatti si tiene a Rimini Fiera, come il meeting di CL. Non ci sono altre analogie, salvo forse l’euforia, l’eccitazione che anche al meeting di CL non soltanto si respira nell’aria ma si vede sulla faccia trasfigurata dei fieristi: la preghiera libera endorfine, come lo spinning. È una fiera, e come tutte le fiere si rivolge o si rivolgeva, prima di tutto, agli addetti ai lavori: proprietari di palestre, istruttori. Ma non è una fiera come le altre, perché quello che si vende e si compra è lo ‘stare in forma’, e il numero delle persone che vogliono stare in forma è molto più alto di quello delle persone che vogliono cambiare la moto, o pittarsi le unghie, o parlare di Gesù. E sono anche persone più varie, un campione più rappresentativo di italiani. Perché naturalmente il Festival è un figaio ambosessi, ma soprattutto perché ci sono gli istruttori-dimostratori, che sembrano quasi tutti presi da Olympia della Riefenstahl, mentre il pubblico dei non addetti è fatto soprattutto di gente normale con un corpo normale, è il pubblico dei corsi di corpo libero in palestra, donne molto più che uomini, per lo più a gruppi, anche grupponi di cinquanta, che sono venuti a Rimini per la prima gita dell’estate: gente mite.

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