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Perché mai un laureato in storia o in filosofia non può tentare il concorso diplomatico?

di Claudio Giunta

[caption id="attachment_1155" align="alignnone" width="337" caption="Totò, ambasciatore del Catonga"] [/caption]

[Supplemento domenicale del "Sole 24 ore", 8 gennaio 2011]

C’è un’idea caratteristica del liberalismo che dovrebbe piacere a tutti, anche ai non liberali: l’idea che ogni cittadino abbia il diritto di adempiere le sue attitudini e di mostrare le sue capacità competendo con gli altri cittadini su un piano di parità. Una formulazione celebre è quella di Croce nella sua polemica con Luigi Einaudi: l’atteggiamento liberale esprime «fiducia e favore verso la varietà delle tendenze, alle quali si vuole piuttosto offrire un campo aperto perché gareggino e si provino tra loro e cooperino in concorde discordia, che non porre limiti e freni, e sottoporle a restringimenti e compressioni» (Benedetto Croce – Luigi Einaudi, Liberismo e liberalismo, Ricciardi, Milano-Napoli 1957, p. 4). Anche sotto questo aspetto, come sotto tanti altri, l’Italia è una terra di estremi. Iperliberale a volte, più spesso illiberale; liberale mai. ...Leggi tutto "Perché mai un laureato in storia o in filosofia non può tentare il concorso diplomatico?"