Cultura e società

Roma o morte. Cultura gratis per tutti?

  di Francesco Bausi

Sul «Corriere della Sera» del 22 gennaio 2011 è apparso un breve articolo firmato da Salvatore Carrubba, attuale presidente dell’Accademia di Brera e già assessore alla cultura del Comune di Milano. Carrubba biasima la «diffusa considerazione che la cultura sia di competenza esclusiva del soggetto pubblico» e che essa si configuri a tutti gli effetti come un servizio pubblico, i cui costi debbano essere totalmente coperti dallo Stato; definisce un «equivoco» l’idea che «la cultura sia democratica solo se è gratuita» (perché i “consumatori” di cultura sono essenzialmente le fasce sociali medio-alte e i turisti stranieri, cosicché la gratuità di cui questi usufruiscono viene alla fine pagata dai meno abbienti, che in genere frequentano più raramente le manifestazioni culturali); e osserva infine che «la cultura svincolata dal mercato e pagata solo dal soggetto pubblico rafforza i rischi di soggezione degli artisti e degli operatori culturali rispetto alla politica», incoraggiando inoltre quest’ultima a servirsi della cultura come pretesto per elargire prebende e favori ad “amici” e compagni di partito.

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Firenze

Salotto Live

  di Claudio Giunta

Tra le cose non proprio piacevoli della tecnologia c’è questa: che piano piano le comodità della tecnologia ci stanno facendo tornare ad essere quello che eravamo prima dell’automazione: soli come cani…

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Salotto Live