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Cose che fanno ridere/3. Bill Hicks, Louis CK, Ricky Gervais

di Claudio Giunta

[www.internazionale.it]

Il nostro stand-up comedian più dotato, Daniele Luttazzi, si è perso non tanto perché ha rubato un mucchio di battute a un mucchio di comici americani quanto per il modo sguaiato in cui si è difeso dalle accuse di plagio: spacciando teorie cervellotiche sulla ‘citazione dissimulata’, citando Greimas con effetti da supercazzola («la battuta delinea l’arci-isotopia |insulto| che è allotopica rispetto all’arci-isotopia isotopia |domanda| della premessa»). Sarebbe stato meglio ammettere la colpa, far passare qualche anno, voltare pagina.

Comunque per un po’, se non per sempre, Luttazzi è fuori gioco, ed è un vero peccato, perché era bravissimo. Chi resta?

In Italia, direi nessuno. Salire su un palco, parlare e far ridere in continuazione (diciamo almeno due volte al minuto) per mezz’ora o per un’ora – mi pare che non ci sia nessuno, in Italia, che sia in grado di farlo. Gli sketch di Zelig ovviamente sono un’altra cosa. E sono un’altra cosa anche i personaggi inventati da Corrado Guzzanti o i sogni/incubi di Antonio Rezza. Perciò, se interessa l’articolo (a me interessa: gli stand-up comedians sono ai primi posti nella lista delle persone che ammiro di più: su un palco da soli, con le luci addosso, davanti a un pubblico vero, e cercare di farlo ridere, e riuscirci – se non è questa la bravura, anche in senso etimologico, che cos’è?), se interessa l’articolo bisogna cercare all’estero, e per quanto ne so io soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti (in Wikipedia c’è una lista di stand-up comedians di tutto il mondo, ma credo che non sia attendibile perché per l’Italia è inattendibilissima).

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