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Quello che torna a galla

di Claudio Giunta

[Supplemento culturale del Sole 24 ore, 12 febbraio 2012]

Dei Sanremi della mia pubertà-adolescenza mi ricordo soprattutto Franco Fanigliulo, «A me mi piace vivere alla grande, già! / Girare per le favole in mutande»; mi ricordo anche di Enzo Carella: «Ho freddo al naso, / la bocca tua è di raso»; e anche «Tu fai schifo sempre / da mattina a sera» dei Pandemonium.

Mia nonna, classe 1909, non si capacitava. Perciò – per salvarmi da quella decadenza, da quella follia – mi raccontava la storia di Tamagno. Il grande tenore Tamagno una volta era andato in banca per ritirare dei soldi. Ma non avevano voluto darglieli (l’ipotesi che il grande tenore Tamagno avesse fatto il passo più lungo della gamba e fosse in rosso non è contemplata dall’agiografia: la colpa è sempre delle banche). Allora il grande tenore Tamagno aveva fatto un acuto così potente da spaccare tutti i vetri della banca. Era arrivato il direttore e pronti!, aveva subito firmato un assegno a Tamagno.

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