Uno degli aspetti della realtà artistica italiana più difficile da spiegare ai colleghi stranieri è il modo in cui vengono selezionati direttori e curatori di spazi museali o di esposizioni. Nella maggior parte dei casi, infatti, curriculum, esperienze e idee non contano nulla. Al contrario, è sicuramente importante la rete di relazioni intessuta con il potere politico. Forse non accade nulla di diverso in altri ambiti, ma la presunta incomunicabilità dell’arte contemporanea, accanto all’idea che nella Patria dell’arte tutti abbiamo gli strumenti di giudizio a riguardo, ha forse esasperato tale italica caratteristica per cui, anche a ricoprire i ruoli più importanti e rappresentativi, non è raro trovare persone incompetenti.
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09 giu 2011
