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Istruzione

La scuola vista da Londra, Marte

  di Paolo Giovine

http://kisbo.tumblr.com/

Mi capita, non abbastanza spesso, di prendere un aereo per andare a vedere come altri cercano di rispondere alle domande che mi faccio, più o meno quotidianamente. In questo caso la domanda è: “di che tipo di scuola hanno bisogno le mie bambine?”.

Ho scelto il BETT a Londra, già noto come “The British Educational Training and Technology Show”, ovvero una fiera sulla tecnologia nell’istruzione inaugurata nel 1985 (millenovecentoottantacinque): un posto strano, dove ci sono migliaia di scuole che acquistano (ACQUISTANO) tecnologia, dove i responsabili scolastici dei VLE (Virtual Learning Environment) cercano nuove soluzioni, dove le Università si confrontano attivamente sui MOOCS.

Si, lo so, il paragrafo precedente non è semplice per un lettore italiano: sarà che noi siamo abituati alle note scritte a mano sul diario, alle bacheche, al flauto, al laboratorio di informatica (per i più fortunati) dove si impara a schiacciare una tastiera. Sarà che da noi gli strumenti sono salvifici, e basta installare una LIM (la lavagna digitale) per sentirsi proiettati nel futuro; sarà che troppi dirigenti pubblici ancora pensano che comprare un po’ di tablet conferisca un titolo di modernità.

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Cose che riguardano l'Italia

La gara per le allodole (sull’asta per le frequenze TV)

  di Paolo Giovine

www.kisbo.tumblr.com

Registro un grande entusiasmo per la decisione di mettere all’asta le frequenze televisive, uno “schiaffo” a Berlusconi che mastica amaro per l’imboscata.

Ora, che la gestione della vicenda sia stata scandalosa, con Romani pronto a rincarare la dose nel finale, pare evidente a tutti; peccato che nessuno vada a fondo chiarendo come stiano davvero le cose.

Una gara per l’assegnazione di nuove frequenze televisive dovrebbe avere l’obiettivo di aprire seriamente il mercato, favorendo l’ingresso di soggetti che non hanno oggi una presenza in Italia: quindi, preferibilmente, soggetti solidi con know-how e mezzi finanziari adeguati.

Perché nessuno di questi signori si è presentato ad una gara ad assegnazione gratuita (il famigerato Beauty Contest)? Certamente perché il bando di gara era piuttosto orientato ai soliti noti, ma anche perché chi ha dedicato qualche mese a studiare la situazione ha velocemente capito che vincere la gara si sarebbe presto trasformato nell’incubo peggiore.

Mettiamo che la BBC decida di sbarcare in Italia: hanno contenuti, know-how e soldi; vincendo la gara, anche il diritto di trasmettere. E qui inizia il bello. Da dove trasmettere?

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