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Su Isherwood

di Matteo Marchesini

«Il Foglio», 10 agosto 2016

  “Come prova finale, cercai di guardare negli occhi di Arthur. Ma no, questo procedimento tanto onorato dalla tradizione non riuscì. Non erano finestre dell’anima, quelli. Non erano che una semplice parte del suo viso, una specie di gelatina di un azzurro chiaro, come un mollusco nudo nella fenditura di uno scoglio (…) Non c’era altro da fare che prendere Arthur così, sulla parola”. Così, ...Leggi tutto "Su Isherwood"
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La poesia oggi: il gioco vale ancora la candela?

di Matteo Marchesini

Playboy Italia, aprile 2016

In un bel racconto di Mario Soldati, un direttore d’orchestra si rifugia durante la guerra in un convento di frati, e lì incontra un altro musicista, tale Romualdi, che tutti trattano come un maestro e che si pavoneggia in una eccentrica giacca verde. Solo il nuovo arrivato, che un po’ per cautela e un po’ per perversione si finge ragioniere, capisce che il presunto collega è in realtà un ...Leggi tutto "La poesia oggi: il gioco vale ancora la candela?"
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Su Deleuze vent’anni dopo

di Matteo Marchesini

Domenicale del Sole 24 ore, 27 dicembre 2015

Buona parte del pensiero novecentesco ha relativizzato la metafisica e l’umanesimo, cercando di risalire a una loro radice rimossa. Questa radice non è un concetto – altrimenti sarebbe metafisicamente inquadrabile – ma una «soglia». E’, cioè, il contesto di senso che ogni discorso presuppone senza poterlo esprimere: l’essere dell’ente per Heidegger, ciò che si mostra ma non ...Leggi tutto "Su Deleuze vent’anni dopo"
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Zalone come pretesto e come machete

di Matteo Marchesini
Forse l’aggettivo che più si adatta a Checco Zalone è “efficiente”. Un comico di efficienza robotica, ecco chi è l’imitatore di Zelig e l’autore di Quo vado?. La sua verve è grevemente intelligente e intelligentemente greve: non c’è nulla, nei suoi sketch, che non vada a finire in “pugnette”, e al tempo stesso non c’è “pugnetta” che non sia evocata in modi quasi concettosi. ...Leggi tutto "Zalone come pretesto e come machete"
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Su Renato Serra

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 2 gennaio 2016

Quando muore nel luglio del 1915 sul Podgora, Renato Serra non ha ancora trentun anni, ma si è già conquistato l’autorevolezza di un maestro; e di lì a poco, per i letterati della prima metà del Novecento, diventerà addirittura un mito. Questa fortuna, per apparente paradosso, è legata al suo isolamento. Malgrado abbia dialogato precocemente da pari a pari con i rappresentanti più significativi ...Leggi tutto "Su Renato Serra"
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Elsa Morante e il narciso infelice

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 11 aprile 2015

Davanti a una delle opere maggiori della Morante, un critico parlò del “romanzo di chi ha sognato un romanzo”. Per questo genere, in effetti, la scrittrice aveva un vero e proprio culto. Quando iniziò “Menzogna e sortilegio”, sognava di scrivere l’ultimo Grande Romanzo Integrale, un esemplare capace di riassumere in sé tutte le suggestioni dei suoi più celebri antenati editi tra ...Leggi tutto "Elsa Morante e il narciso infelice"