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Cultura e ignoranza

di Matteo Marchesini

Il Foglio, mercoledì 29 maggio 2019

L’Italia del 2019, è fin troppo noto, riflette ancora una stratificazione di fenomeni sociali e politici piuttosto eccentrica rispetto a quella dei paesi che hanno inventato la modernità. Da noi convivono tempi e luoghi diversissimi. Per questo quando si dibatte di progresso e conservazione, o di élite e popolo, ci si trova intrappolati in un groviglio di equivoci. Certe proposte sembrano sia ...Leggi tutto "Cultura e ignoranza"
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Gli Enrico IV della Italian Theory

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 3 aprile 2018

“Siamo re che si credono mendicanti”, ha ribadito tempo fa l’irremovibile Emanuele Severino al Corriere. Mi sono imbattuto nell’intervista mentre leggevo “Le mani su Machiavelli” di Pier Paolo Portinaro, un’onesta critica liberal-torinese alla cosiddetta Italian Theory, la costellazione biopolitica che va dal dionisiaco Negri all’ombroso Agamben, e di cui Roberto Esposito è il sincretistico ...Leggi tutto "Gli Enrico IV della Italian Theory"
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Su Ungaretti

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 11 agosto 2018

Onestà, onestà. Il grido, destinato a ritorcersi contro chi ne abusa come un boomerang sempre più rapido, un secolo fa risuonò anche in letteratura. Mentre Salvemini dava a Giolitti del “ministro della malavita” e Croce credeva invece di poter giudicare un politico dalla sola abilità come fosse un chirurgo, un giovane triestino spedì alla rivista “La Voce” uno scritto in cui sosteneva ...Leggi tutto "Su Ungaretti"
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Sessantotto

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 21 febbraio 2018

A mezzo secolo dal ’68, sentiremo ricordare un po’ dappertutto gli opposti significati che gli vengono attribuiti. La sua cifra bifronte indica sia l’ultima rivolta imparentata con i moti ottonovecenteschi, sia l’affermazione di una società affluente dove la tendenza libertaria è indistinguibile dal consumismo; evoca un istinto ludico e anarchico che si rovescia in pratiche settarie; simboleggia ...Leggi tutto "Sessantotto"
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Sul lungo periodo. Breve storia di Lukács

di Matteo Marchesini
A metà della Montagna incantata, Thomas Mann introduce il personaggio di Naphta, un ebreo gesuita che da lì in poi si contende col massone Settembrini il ruolo di pedagogo del protagonista Castorp. Mentre Settembrini descrive con passione la razionalità del progresso umano, Naphta esalta con razionalità implacabile le passioni più oscure e diaboliche. In lui l’anima reazionaria coincide ...Leggi tutto "Sul lungo periodo. Breve storia di Lukács"
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Arpino, Calvino, Torino

di Matteo Marchesini

Il Foglio, 29 novembre 2017

Devo alla biblioteca dei miei genitori, o meglio all’ordine scelto negli scaffali più bassi, un’attrazione infantile per certi volumi einaudiani dai dorsi smilzi. In genere erano ristampe di romanzi brevi o racconti lunghi dei plumbei anni Cinquanta. Ingredienti tipici: sullo sfondo una Torino di nebbia, bitume e ruggine, dove il Pci sbiadisce gozzanianamente; in primo piano un impiegato che redige ...Leggi tutto "Arpino, Calvino, Torino"