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Morselli il pelagiano

di Matteo Marchesini

Da Matteo Marchesini, Da Pascoli a Busi. Letterati e letteratura in Italia, Quodlibet 2014.

  Sono stato, in vita mia, teologo e maestro d’equitazione; so, per averlo fatto con le mie mani, come si scombicchera il soggetto di un film cinematografico, e come s’impianta una coltivazione di asparagi. Sono stato, per anni, soldato, filosofo, insegnante di lingua e segretario di società anonima. Le mie chiacchiere sono state immeritatamente pubblicate da due editori, cinque giornali, ...Leggi tutto "Morselli il pelagiano"
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Tre confutazioni

di Matteo Marchesini

“Il Foglio”, 25 novembre 2016

A volte, davanti a un fenomeno che ci appare con tutta evidenza aberrante o esasperante, si vorrebbe non dover esercitare la fatica della critica. Si spera che basti additarlo, e chiunque capirà. Invece – com’è normale e giusto – non capita così. Ma lo sconforto diminuisce quando ci si accorge che la confutazione migliore è già lì pronta, ante litteram, in qualche vecchio libro, e che strappare ...Leggi tutto "Tre confutazioni"
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Su Isherwood

di Matteo Marchesini

«Il Foglio», 10 agosto 2016

  “Come prova finale, cercai di guardare negli occhi di Arthur. Ma no, questo procedimento tanto onorato dalla tradizione non riuscì. Non erano finestre dell’anima, quelli. Non erano che una semplice parte del suo viso, una specie di gelatina di un azzurro chiaro, come un mollusco nudo nella fenditura di uno scoglio (…) Non c’era altro da fare che prendere Arthur così, sulla parola”. Così, ...Leggi tutto "Su Isherwood"
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La poesia oggi: il gioco vale ancora la candela?

di Matteo Marchesini

Playboy Italia, aprile 2016

In un bel racconto di Mario Soldati, un direttore d’orchestra si rifugia durante la guerra in un convento di frati, e lì incontra un altro musicista, tale Romualdi, che tutti trattano come un maestro e che si pavoneggia in una eccentrica giacca verde. Solo il nuovo arrivato, che un po’ per cautela e un po’ per perversione si finge ragioniere, capisce che il presunto collega è in realtà un ...Leggi tutto "La poesia oggi: il gioco vale ancora la candela?"
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Su Deleuze vent’anni dopo

di Matteo Marchesini

Domenicale del Sole 24 ore, 27 dicembre 2015

Buona parte del pensiero novecentesco ha relativizzato la metafisica e l’umanesimo, cercando di risalire a una loro radice rimossa. Questa radice non è un concetto – altrimenti sarebbe metafisicamente inquadrabile – ma una «soglia». E’, cioè, il contesto di senso che ogni discorso presuppone senza poterlo esprimere: l’essere dell’ente per Heidegger, ciò che si mostra ma non ...Leggi tutto "Su Deleuze vent’anni dopo"
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Zalone come pretesto e come machete

di Matteo Marchesini
Forse l’aggettivo che più si adatta a Checco Zalone è “efficiente”. Un comico di efficienza robotica, ecco chi è l’imitatore di Zelig e l’autore di Quo vado?. La sua verve è grevemente intelligente e intelligentemente greve: non c’è nulla, nei suoi sketch, che non vada a finire in “pugnette”, e al tempo stesso non c’è “pugnetta” che non sia evocata in modi quasi concettosi. ...Leggi tutto "Zalone come pretesto e come machete"