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Cinema

Adattamento

  di Giacomo Manzoli

Propongo questo breve saggio – più che altro appunti – sul tema dell’adattamento, nella convinzione che le considerazioni esposte non riguardino solo chi si interessa di cinema, che pure è l’oggetto privilegiato del testo. Bensì, più in generale, si chiamano in causa temi e questioni che forse riguardano le discipline umanistiche nel loro complesso. Già negli anni Settanta, François Lyotard faceva ruotare il suo rapporto sul sapere attorno a due cardini: la fine delle grandi narrazioni e la progressiva affermazione del paradigma scientifico su quello umanistico. Ergo, la sola grande narrazione possibile resterebbe quella scientifica. In questo momento politico, la parola “narrazione” sembra essere tornata in auge, sebbene talvolta si abbia la sensazione che si tratti in realtà di una grande metanarrazione (dietro il sintagma “grande narrazione”, insomma, si celerebbe nient’altro che la volontà di averla: poco più di una nostalgia). Allo stesso tempo, tra valutazione e razionamento delle risorse per la ricerca, pare sempre più necessario un adeguamento del “paradigma umanistico” alle logiche di quello scientifico. E non è un caso che, da tempo, le comunità di studiosi delle singole discipline umanistiche definiscano se stesse nei termini di “comunità scientifiche”, dove l’aggettivo non pare usato né in senso etimologico né metaforico, bensì allusivo/rivendicativo (come dire: siamo scienziati anche noi). In pratica, anche in questo caso, sembra trattarsi dell’eterno dilemma tra adattamento o estinzione.

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Adattamento

Cinema

Perché a Natale ci toccano i cinepanettoni

  di Giacomo Manzoli

Un articolo sul cinema di Natale

Le vacanze di Natale, per ovvie ragioni climatiche, sono per definizione il periodo in cui si ha più tempo e voglia di andare al cinema. Peccato che sia anche il periodo in cui c’è meno da vedere. Se si guarda infatti il giroscopio delle principali città italiane ci si accorge che l’offerta è decisamente più povera rispetto al resto dell’anno. L’offerta – per modo di dire – più decorosa riguarda una serie di film indipendenti delle sale gestite da Circuito Cinema.

Piccoli film creativi che possono piacere o non piacere, ma comunque “guardabili”. Peccato che la maggior parte di questi fosse letteralmente in cantina, in attesa di essere tirati fuori al momento opportuno. Due esempi per tutti. Precious – dramma devastante su un’adolescente obesa, poverissima, semiritardata, afroamericana, incinta e vessata da una madre abominevole – è uscito negli Usa il 30 novembre 2009 (ma era andato al Sundance il 16 gennaio, sì, gennaio duemilanove, avete letto bene). In Francia era uscito nel maggio 2009, in Libano nel maggio 2010. In Italia – ultimo paese al mondo – è uscito il 3 dicembre. American Life, esile commedia che pare scritta da Bauman (voglia di comunità, erba di casa mia…) è uscita negli Usa il 5 giugno 2009. A novembre dello stesso anno in Francia, a giugno del 2010 a Panama. Ovviamente, l’Italia è l’ultimo paese al mondo in cui è uscito (17 dicembre 2010).

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