Archivio per autore

Filologia

La filologia oggi. Edizioni critiche e edizioni provvisorie

  di Francesco Bausi

… D’altronde, non è forse vero che da sempre anche i filologi classici – sull’esempio proprio di Lachmann – allestiscono le loro edizioni (in presenza di tradizioni vaste e complesse) procedendo a una stretta selezione dei testimoni? E che, se avesse badato all’esaustività nell’esplorazione dei codici, Giorgio Petrocchi non sarebbe mai giunto a darci la sua edizione della Commedia dantesca «secondo l’antica vulgata»? Perché anche in filologia non sempre la “quantità” si traduce in “qualità”; e alla fine, come scrive Sebastiano Timpanaro, «rimane l’impressione che la storia del testo, quando è molto complicata, sia utilizzabile per la critica testuale solo in misura ristretta […] e rimane l’esigenza pratica di non rimandare all’infinito certe edizioni critiche per studiare la storia della tradizione in tutti i suoi minimi dettagli».

Scarica il saggio completo [PDF]:
La filologia oggi

Cultura e società

Roma o morte. Cultura gratis per tutti?

  di Francesco Bausi

Sul «Corriere della Sera» del 22 gennaio 2011 è apparso un breve articolo firmato da Salvatore Carrubba, attuale presidente dell’Accademia di Brera e già assessore alla cultura del Comune di Milano. Carrubba biasima la «diffusa considerazione che la cultura sia di competenza esclusiva del soggetto pubblico» e che essa si configuri a tutti gli effetti come un servizio pubblico, i cui costi debbano essere totalmente coperti dallo Stato; definisce un «equivoco» l’idea che «la cultura sia democratica solo se è gratuita» (perché i “consumatori” di cultura sono essenzialmente le fasce sociali medio-alte e i turisti stranieri, cosicché la gratuità di cui questi usufruiscono viene alla fine pagata dai meno abbienti, che in genere frequentano più raramente le manifestazioni culturali); e osserva infine che «la cultura svincolata dal mercato e pagata solo dal soggetto pubblico rafforza i rischi di soggezione degli artisti e degli operatori culturali rispetto alla politica», incoraggiando inoltre quest’ultima a servirsi della cultura come pretesto per elargire prebende e favori ad “amici” e compagni di partito.

Continua »