Cultura e società

Pierluigi Battista preso sul serio

Nel 1989 avevo diciott’anni e ricordo molto bene un articolo scritto da Fortini per «Cuore», il supplemento satirico de «L’Unità», a proposito della caduta del comunismo nei paesi dell’Est europeo. «Sappiamo tutti – scriveva Fortini – che cosa significa quel che accade all’Est» (11 settembre 1989). Fortini non diceva che cosa, esattamente, tutti sapevamo, ma a me pareva chiaro che «quel che accadeva all’Est» fosse, soprattutto, una lastra tombale per il comunismo e l’idea del comunismo…

Scarica il saggio completo [PDF]:
P. Battista preso sul serio (a proposito di “I conformisti. L’estinzione degli intellettuali d’Italia”)

Cultura e società

C’è qualcuno che rimpiange gli ittiti?

… Parlando di quest’argomento, di questa rivoluzione culturale in uno dei suoi ultimi saggi, Richard Rorty si è domandato: «Forse che rimpiangiamo la cultura degli ittiti?». Intendendo dire che molte altre cose, molti altri nuovi problemi ma anche molte altre nuove risposte sono venute dopo gli ittiti, e noi, i posteri, degli ittiti non abbiamo alcun rimpianto. Può darsi che, presi in mezzo al flusso, noi persistiamo a rimpiangere, idealizzandole, le cose meravigliose che ci sembra di perdere, mentre non vediamo, o non diamo abbastanza importanza alle nuove cose meravigliose che riempiono ogni giorno il nostro mondo. E certamente anche così…


Scarica il saggio completo:
C’è qualcuno che rimpiange gli ittiti? [PDF]

Cultura e società

Sulle terze pagine

Tra i dodici e i diciott’anni ritagliavo tutti gli articoli di giornale che leggevo, e conservavo in apposite cartelline trasparenti tutti gli articoli che ritagliavo. I giornali erano soprattutto La Stampa, che comprava mio padre, e La Repubblica, che avevo cominciato a comprare io al ginnasio. Ma ogni tanto anche il Corriere della sera, e anche L’Espresso e Panorama (ricordate la battuta della madre di Michele Apicella in, credo, Ecce bombo: «Cosa credi? Io li conosco i giovani: io leggo L’Espresso e Panorama!» – io ho capito che era una battuta, che bisognava ridere della madre e di chi leggeva L’Espresso e Panorama, solo molti anni dopo).

Scarica l’articolo completo:
Sulle terze pagine [PDF]