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Perché non si può dire ‘attimino’? Su un libro di Giuseppe Antonelli

di Claudio Giunta
Domenicale del Sole 24 ore, 30 novembre 2014 In realtà si può dire benissimo. E si può dire attimino sia nel senso di ‘un breve arco di tempo’ (dammi solo un attimino) sia nel senso traslato di ‘un poco’ (ci vuole un attimino d’impegno). Si può, ma – almeno nel secondo caso – non è bello. E perché non è bello? Chi decide che cosa è bello e che cosa non lo è, nei fatti di lingua? ...Leggi tutto "Perché non si può dire ‘attimino’? Su un libro di Giuseppe Antonelli"
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House of Cards a Viale Trastevere. Su “La buona scuola”

di Claudio Giunta

Internazionale, 19 novembre 2014

All’inizio di House of Cards, prima serie seconda puntata, il malvagio Francis Underwood chiude un gruppetto di giovani geni della comunicazione in una stanza del Congresso perché scrivano un programma di riassetto dell’educazione scolastica: sarà la prima proposta di legge del neo-presidente degli Stati Uniti. Alla fine del lavoro, uno dei membri del gruppo chiede a Underwood: «History?», ...Leggi tutto "House of Cards a Viale Trastevere. Su “La buona scuola”"
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Su Domenico Rea

di Matteo Marchesini
Il Foglio, 1 novembre 2014 La commozione che continua a suscitare in molti il pensiero del secondo dopoguerra, anche a distanza di una vita umana media, non dipende solo dal fatto che fu un periodo “epico”, come si dice con un aggettivo un po’ strapazzato; né solo dal fatto che, come ci hanno raccontato tante volte i testimoni, le speranze concepite tra le macerie furono presto tradite ...Leggi tutto "Su Domenico Rea"
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“I giorni e gli anni” di Uwe Johnson

di Claudio Giunta
La casa editrice L’Orma ha pubblicato il terzo volume – e ripubblicato i primi due – del capolavoro di Uwe Johnson (era meclemburghese, si legge uve iónson) «I giorni e gli anni» (traduzione di Nicola Pasqualetti e Delia Angiolini) uno dei grandi romanzi del Novecento. I romanzi di questi ultimi anni danno spesso l’impressione che (1) la vita dello scrittore-protagonista, la sua ...Leggi tutto "“I giorni e gli anni” di Uwe Johnson"
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Su “Cuore primitivo” di Andrea De Carlo

di Matteo Marchesini
Il Foglio, 31 ottobre 2014 «Che fa nel ritratto lo Scrittore? Scrive, che domanda!», diceva Sbarbaro pensando alle pose dei suoi colleghi più impettiti. Lo sfottò m’è tornato in mente leggendo Cuore primitivo (Bompiani), l’ultimo romanzo di De Carlo, che invita a fare il punto sui trent’anni di presenza pubblica del nostro narratore più liquido e seriale. Ma a ricordarmi Sbarbaro ...Leggi tutto "Su “Cuore primitivo” di Andrea De Carlo"