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Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda

di Claudio Giunta

Giovedì 3 aprile, ore 19, allo Spazio Open di Viale Monte Nero 6, Milano, presentiamo questo (noi che parliamo, molte fotografie molto belle, qualcosa da bere/mangiare):

Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha preso appunti, Giovanna Silva ha scattato le foto, e insieme hanno fatto il giro dell’Islanda, da Reykjavík a Reykjavík, con varie deviazioni fuori dal percorso della Route 1, su strade piuttosto accidentate, per vedere posti che ‘sentivano’ (a ragione) di dover vedere. Alla fine, sulla carta è rimasto: (1) un certo numero di immagini, più che altro immagini di una solitudine che può apparire sinistra ma che è invece, a starci dentro, addirittura euforizzante: non solo lava, cascate e ghiacciai ma anche centrali elettriche perse in mezzo al niente, cimiteri di campagna, una base della NATO che ha chiuso i battenti e si sta trasformando in un pezzo del paesaggio; (2) la traccia dei colloqui con un numero sorprendentemente alto di persone interessanti (nella geografia umana esiste un indice della ‘densità di persone interessanti’? Se esiste, l’Islanda sta in cima alla classifica); (3) un tentativo – anzi più tentativi – di risposta alla domanda che è implicita nel titolo del libro: perché mai uno, venuto al mondo venti paralleli più a sud, dovrebbe amare (amare) l’Islanda?

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