Archivio di marzo, 2011

Università

Test d’ingresso nelle facoltà umanistiche. Adesso

  di Claudio Giunta

[Il Mulino online, marzo 2011]

Molti degli studenti che s’iscrivono alle facoltà umanistiche hanno serie difficoltà ad esprimersi oralmente e per iscritto. Avere serie difficoltà significa: sbagliare i verbi, sbagliare l’ortografia, usare le parole a casaccio. È un po’ come se alla facoltà di Matematica si iscrivessero in massa ragazzi che non sanno fare le quattro operazioni, o come se le aule di Medicina fossero invase da studenti che hanno il terrore del sangue.

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Storia della lingua

Come si fa un’etimologia? La parola “Scangeo”

  di Alessandro Parenti

Come si fa un’etimologia? Bisogna conoscere la linguistica storica, spogliare i testi, i dizionari, avere un po’ di fantasia. In questo saggio (apparso in Lingua nostra LXX, 2009), Alessandro Parenti fa la storia (e l’etimologia) della parola scangeo (‘scenata, guaio, confusione’).

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Scangeo

Università

Un editoriale di “Nature” sul min. Gelmini

  di Nature

Un editoriale della più importante rivista scientifica del mondo, Nature, mette a confronto il caso zu Guttenberg (il ministro tedesco che ha dato le dimissioni dopo che si è scoperto che aveva plagiato parte della sua tesi di dottorato) e il caso Gelmini (il ministro italiano che è andata a fare l’esame di stato a Reggio Calabria), e prende spunto per qualche osservazione su che cos’è l’Italia e su che cos’è la Germania.

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Notes on a Scandal

Istruzione

L’università va rifatta, non riformata

  di Marco Filoni

[IL – Mensile del Sole 24 ore, gennaio 2011]

Riforma dell’università. Se andassimo a cercare negli archivi dell’italica repubblica, troveremmo che l’espressione accompagna la nostra storia recente ben più di quanto si immagini. «Del riformare» potrebbe essere il titolo aulico delle intenzioni ministeriali, dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. Ma siamo davvero sicuri che sia corretto voler riformare il nostro sistema di studi universitari? Si riforma ciò che esiste, che conserva una sua vitalità, che s’innova in una tradizione e che sviluppa ancora qualche sua possibilità. Invece il quadro che abbiamo di fronte è ben altro: un modello, quello universitario, morto e sepolto. E, molto banalmente, non si può riformare qualcosa che non ha più vita. Bisognerebbe piuttosto rivoluzionare il modello che sottende il sistema universitario.

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Istruzione

Recensione a Martha Nussbaum, “Non per profitto”

  di Claudio Giunta

[Saturno, 18 marzo 2011]

Il libretto di Martha Nussbaum sulla crisi dell’istruzione umanistica (Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, Il Mulino, € 14) inizia con due citazioni, una da Tagore e l’altra da Dewey, che lamentano la crisi dell’istruzione umanistica. Visto che Tagore scrive nel 1917 e Dewey nel 1915, leggendo il libro della Nussbaum non ci si riesce mai a sbarazzare del tutto di questo retropensiero: che sia in fondo sempre lo stesso piagnisteo, e che se un secolo fa gli umanisti dicevano più o meno le stesse cose che dicono oggi non ci sia veramente di che preoccuparsi.

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Libri, Senza categoria

Come si diventa “Michelangelo”

  di Claudio Giunta

Nel dicembre del 2008 lo Stato italiano acquista da un antiquario torinese un crocifisso di legno, 40 centimetri per 40, attribuito a Michelangelo. Prezzo: tre milioni e 250 mila euro. Il ministro Bondi va al Tg1 ad annunciare l’acquisto e lo presenta come la prova di un’oculata, lungimirante politica di gestione dei ‘beni culturali’ mirata ad investire sui capolavori.

Nel corso del 2009 il crocifisso parte per una lunga tournée nei musei e nelle chiese italiane, salutato dagli assessori e benedetto dai vescovi: Roma, Palermo, Trapani, Napoli, Milano. Ma nello stesso anno qualcuno comincia ad avere dei dubbi: secondo molti esperti il crocifisso non è di Michelangelo; e in ogni caso il prezzo non è un prezzo ragionevole: è troppo poco per un Michelangelo autentico, è troppo per un prodotto di bottega.

I dubbi fanno presa. Una deputata presenta un’interrogazione parlamentare; la Corte dei Conti apre un’inchiesta per danno all’erario; infine (dicembre 2009), i carabinieri entrano al ministero dei Beni Culturali e sequestrano gli atti relativi all’acquisto del crocifisso, e la Procura della Repubblica di Roma apre un’indagine per truffa ai danni dello Stato.

In questo libro, l’autore racconta pazientemente (e comicamente) i fatti, ma mostra anche che i fatti sono una metafora. Perché nella vicenda del ‘crocifisso ritrovato’ s’incrociano e si sommano molti dei difetti e delle insufficienze italiane: una politica culturale degradata a propaganda; un giornalismo sciatto e superficiale; l’onnipresenza della Chiesa; il linguaggio assurdo degli storici dell’arte e, più di tutto, la malattia nazionale per eccellenza, la Retorica: quel continuo maquillage della realtà che ci sta trasformando – secondo una formula celebre e ineccepibile – in bambini di nove anni, neanche tanto intelligenti.

Claudio Giunta, Come si diventa “Michelangelo”, Roma, Donzelli 2011 (euro 13.50).


Libri

Dante, Opere

  di Claudio Giunta

Dante Alighieri, Opere, edizione diretta da Marco Santagata, Milano, Mondadori (Meridiani) 2011.

Un nuovo commento alla Vita nova (a cura di Guglielmo Gorni), al De vulgari eloquentia (a cura di Mirko Tavoni) e alle Rime (a cura di Claudio Giunta).

Informazione

Yara ha cercato di difendersi

  di Alessandro Della Corte

In una lezione tenuta a Roma il 25 febbraio del 2009, Enrico Mentana ha descritto lucidamente i cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nel modo di fare giornalismo. Un tempo – ha spiegato – i telegiornali si facevano un dovere di aprire con notizie di alto profilo, di solito di politica estera, esposte con un linguaggio noioso e formale, ma oggi si è capito che se intendi dare alla gente quello che vuole devi aprire con la cronaca e devi parlare come mangi.
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