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Sulle terze pagine

di Claudio Giunta


Tra i dodici e i diciott’anni ritagliavo tutti gli articoli di giornale che leggevo, e conservavo in apposite cartelline trasparenti tutti gli articoli che ritagliavo. I giornali erano soprattutto La Stampa, che comprava mio padre, e La Repubblica, che avevo cominciato a comprare io al ginnasio. Ma ogni tanto anche il Corriere della sera, e anche L’Espresso e Panorama (ricordate la battuta della madre di Michele Apicella in, credo, Ecce bombo: «Cosa credi? Io li conosco i giovani: io leggo L’Espresso e Panorama!» – io ho capito che era una battuta, che bisognava ridere della madre e di chi leggeva L’Espresso e Panorama, solo molti anni dopo).

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