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Diversamente poetiche

di Claudio Giunta

Il Foglio, 2 febbraio 2019

I testi delle canzoni non si leggono, naturalmente. Quando si leggono, senza la musica e senza il canto, di solito sono ridicoli o puerili: sono la musica e il canto – l’interpretazione – che rendono memorabile l’ovvio di, mettiamo, «è uno di quei giorni che ti prende la malinconia» o di «l’anno che sta arrivando tra un anno passerà». Ma le canzoni sono pur sempre, anche, congegni verbali, ...Leggi tutto "Diversamente poetiche"
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De profundis per la versione della maturità?

di Mariangela Caprara

Il Sole 24 ore, 30 gennaio 2019

Non c’è nulla da rimpiangere: saper tradurre un testo di 20 righe in greco antico o in latino, con il vocabolario, in un arco di 4 ore, era un obiettivo ben misero per un corso di studi della durata di 5 anni, con un monte orario settimanale più che abbondante per le lingue antiche (al biennio: 5 ore latino, 4 ore greco, 4 ore italiano). In più, i brani di versione assegnati agli studenti negli ...Leggi tutto "De profundis per la versione della maturità?"
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“Cronaca vera” compie cinquant’anni

di Claudio Giunta

Cronaca vera, 22 dicembre 2018

Ci sono due modi per parlare della cultura popolare: uno è farlo dopo averla studiata in biblioteca, l’altro è farlo dopo esserci vissuto dentro per decenni. Umberto Eco rientrava nella prima categoria di esperti: quelli che studiavano Mike Bongiorno o i fumetti di Superman come studiavano Kant o Tommaso d’Aquino. I risultati (Il superuomo di massa, Diario minimo) sono stati eccellenti. Ma Eco ...Leggi tutto "“Cronaca vera” compie cinquant’anni"
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Leggere Dante nel 1330

di Claudio Giunta

Domenicale del Sole 24 ore, 13 gennaio 2019

Avete mai provato a leggere la Commedia di Dante senza commento? Pochi lo fanno, perché pochi – anche tra gli studiosi di professione – sono in grado di farlo. I commenti servono infatti non solo e non tanto per capire la lettera (per esempio cosa vuol dire il verbo abbandonarsi nel verso «[colpo] tal, ch’è più grave a chi più s’abbandona»: non quello che s’intende di solito, come ha ...Leggi tutto "Leggere Dante nel 1330"
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La strana morte del fratello Giovanni. Sul web a scuola

di Andrea Bersellini
Un dì, se noi insegnanti non rifuggiremo snobisticamente dal confronto con le nuove modalità di apprendimento dei nostri studenti, con la superficiale facilità con cui reperiscono ogni genere di dato on-line (senza verificarlo!), forse potremo sederci a riflettere sulle nuove possibilità didattiche che il loro tipo di approccio ci offre. Dal loro selvaggio (e spesso acritico) “copia & incolla” ...Leggi tutto "La strana morte del fratello Giovanni. Sul web a scuola"
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