Libri

Va piuttosto bene, va piuttosto bene…


  di Claudio Giunta

Abbiamo raggiunto il primo traguardo e adesso tutti quelli che l’hanno sostenuto su bookabook.it possono leggere la prima parte di Solovki. Grazie davvero (oh, so che molti lo hanno fatto per gentilezza, ma alla fine spero che il libro non vi dispiaccia).

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Libri

Finanziamo la Grande Letteratura!


  di Claudio Giunta


Dunque.

1. Ho scritto un giallo che s’intitola Solovki e che è ambientato un po’ in Italia (Firenze) e un po’ alle isole Solovki, nord-ovest della Russia.

2. L’inizio del libro (una decina di pagine) si può scaricare liberamente qui:

www.bookabook.it/campaigns/solovki/

3. Se l’anteprima vi piace (o se vi fidate) potete dare qualche soldo per aiutare la pubblicazione. Minimo 3 euro, massimo 30. E tra un mesetto riceverete l’ebook (e altre cose se avete dato più di 3 euro: tra le altre cose la mia gratuita gratitudine).

4. Se poi non raggiungiamo la somma necessaria per la pubblicazione i soldi vi vengono restituiti.

Dovete solo registrarvi e donare con carta di credito. Il sistema è super-sicuro, ovviamente.

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Cose che riguardano l'Italia

La non-chiusura delle non-ambasciate


  di Claudio Giunta


Un giorno qualcuno farà bene i conti e ci dirà quanto ci costa il MAE (ministero degli affari esteri), e per esempio quanto guadagna un neo-assunto appena laureato che ha passato il concorso diplomatico (un concorso che non è più serio né più difficile di tanti altri concorsi della pubblica amministrazione, superati i quali si guadagna un terzo, se va bene), quanto ci costano gli ambasciatori e gli addetti e i segretari e i carabinieri distaccati nelle ambasciate, o quante persone lavorano – per esempio – all’ambasciata presso la Santa Sede e, anche queste, quanto ci costano.

La mia impressione, per quello che ho visto e letto, è che tutto questo ci costi tanto, troppo, così ho accolto con soddisfazione, giorni fa, la notizia che nella spending review si sarebbe agito anche sulle rappresentanze diplomatiche. Dato che si taglia sulle mense scolastiche, mi pare sensato che si tagli anche sugli stipendi delle feluche.

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Istruzione

Homo festivus entra all’università


  di Claudio Giunta


[www.internazionale.it]

Il documento che ho sulla scrivania viene dall’ufficio comunicazione di un’università italiana. Questa frase richiede già una minima nota, perché non è scontata. Le università italiane hanno un ufficio comunicazione? Certo, è l’ufficio che si occupa tra l’altro dei rapporti con i giornali e della gestione del sito internet dell’ateneo e dei dipartimenti, che pianifica le campagne pubblicitarie (o, più soavemente, di orientamento), e insomma che cura l’immagine dell’università. Niente di strano e niente di male, nella cosa in sé, e nessuna ragione d’indignarsi: esiste un pubblico, esistono degli utenti da informare, serve che qualcuno ci pensi.

Il documento viene dunque dall’ufficio comunicazione di un’università italiana e parla di un prossimo Festival della Ricerca al quale la mia università è invitata a partecipare: vogliono fare un consorzio. Il documento è lungo 22 pagine ed è scritto in (ottimo) inglese. Perché in inglese? Perché il documento verrà inviato «a Bruxelles» (così nella lettera di accompagnamento) allo scopo di partecipare a un bando per il finanziamento di progetti «tesi a sensibilizzare la cittadinanza sui temi della ricerca scientifica».

Si tratta di finanziamenti per milioni di euro, e l’università proponente (o il consorzio proponente, se accettiamo l’invito) ne vorrebbe una fetta. Il progetto non ha ancora un acronimo («a Bruxelles», per comodità nel disbrigo delle pratiche, chiedono che ogni progetto abbia un acronimo), mentre ha già un titolo, The Fifth Virtue (‘La quinta virtù’), titolo il cui senso è chiarito alle pp. 2-3 del documento, che qui riassumo. Ci sono, secondo la dottrina cristiana, quattro virtù cardinali: fortezza, prudenza, giustizia e temperanza. Sono quattro virtù fondamentali anche per chi fa ricerca in campo scientifico, anzi si può dire che la ricerca scientifica sia la somma, la sintesi di queste quattro virtù: bisogna essere resistenti, cauti, equi, metodici. Questa somma o sintesi esprime appunto la «quinta virtù», la virtù del ricercatore. Onde il titolo The Fifth Virtue. Onde la richiesta di finanziamento «a Bruxelles».

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Libri

Bookabook a Milano, mercoledì 2 aprile ore 18.30


  di Claudio Giunta

Nasce la piattaforma di lettura digitale Bookabook: la presentiamo oggi, mercoledì 2 aprile alle 18.30 all’Open di Viale Monte Nero 6. Ingresso libero, è gradito il tablet. Sono informato della cosa perché il libro (l’ebook) che inaugura la serie l’ho scritto io: è un giallo, si chiama Solovki (perché in parte si svolge nell’arcipelago delle Solovki, in mezzo al Mar Bianco). Ecco.

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Libri

Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda


  di Claudio Giunta

Giovedì 3 aprile, ore 19, allo Spazio Open di Viale Monte Nero 6, Milano, presentiamo questo (noi che parliamo, molte fotografie molto belle, qualcosa da bere/mangiare):

Baciati dalla fortuna (niente neve, poca pioggia) e sfruttando la luce delle lunghissime giornate di maggio, Claudio Giunta ha preso appunti, Giovanna Silva ha scattato le foto, e insieme hanno fatto il giro dell’Islanda, da Reykjavík a Reykjavík, con varie deviazioni fuori dal percorso della Route 1, su strade piuttosto accidentate, per vedere posti che ‘sentivano’ (a ragione) di dover vedere. Alla fine, sulla carta è rimasto: (1) un certo numero di immagini, più che altro immagini di una solitudine che può apparire sinistra ma che è invece, a starci dentro, addirittura euforizzante: non solo lava, cascate e ghiacciai ma anche centrali elettriche perse in mezzo al niente, cimiteri di campagna, una base della NATO che ha chiuso i battenti e si sta trasformando in un pezzo del paesaggio; (2) la traccia dei colloqui con un numero sorprendentemente alto di persone interessanti (nella geografia umana esiste un indice della ‘densità di persone interessanti’? Se esiste, l’Islanda sta in cima alla classifica); (3) un tentativo – anzi più tentativi – di risposta alla domanda che è implicita nel titolo del libro: perché mai uno, venuto al mondo venti paralleli più a sud, dovrebbe amare (amare) l’Islanda?

www.humboldtbooks.com/travel-books/iceland

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Viaggi

Non esistono paesi allegorici


  di Claudio Giunta


[Internazionale online]

Ero a Reykjavík nel 2008, nei primi momenti del primo atto della Bancarotta Nazionale, e mi ricordo bene dei cortei di protesta davanti al parlamento, i cortei contro i banchieri ladri e i politici distratti o collusi che li avevano lasciati rubare. Solo che non erano cortei di proletari, erano cortei di ex proletari che nei decenni della lenta inesorabile crescita economica post-seconda guerra mondiale erano diventati piccoli e medi borghesi, e poi, negli anni della turbo-crescita fondata sul denaro elettronico, 2000-2008, gli anni della truffa di Icesave e della corona islandese dopata, avevano provato a diventare ricchi prendendo soldi a prestito a tassi d’interesse ridicoli e comprando seconde e terze case sul mare, SUV, biglietti A/R per Londra quasi ogni week-end per far la spesa da Harrods, pacchetti-vacanze alle isole Fiji.

Ma qualcosa, o meglio, tutto non aveva funzionato, le banche islandesi erano fallite ed erano state nazionalizzate (con la spiacevole conseguenza che il loro debito finiva per scivolare sulle spalle dei contribuenti, mentre i banchieri si ritiravano nei loro attici di Londra e Berlino), e a decine di migliaia di islandesi adesso (2008) restavano solo le rate da pagare, rate che nel frattempo si erano quintuplicate alla stessa velocità con cui la corona islandese aveva perso più o meno i due terzi del suo sopravvalutatissimo valore pre-crisi.

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Università

L’ho sempre detto che non valeva niente


  di Claudio Giunta


[Internazionale online]

Chi non ci lavora non lo sa, ma l’università italiana sta vivendo una piccola rivoluzione. Si è appena conclusa (in alcuni settori si sta concludendo) l’Asn, cioè il concorso per l’Abilitazione scientifica nazionale: un certo numero di commissioni, una per ogni settore disciplinare (tutti: dalla geometria all’econometria, dalla filologia romanza alla chimica analitica), ha esaminato icurricula e le pubblicazioni di migliaia di studiosi italiani, e ha deciso chi di loro è idoneo a diventare professore associato o professore ordinario. Idoneo vuol dire (solo) idoneo. Per diventare davvero professori associati o ordinari bisogna che ci sia un’università che decide di “chiamare” i vincitori, cioè di assumerli (se non sono già nel loro organico) o di promuoverli aumentando loro lo stipendio (se sono già nel loro organico).

Che cosa, nell’umana convivenza, non si presta a dubbi, obiezioni, proteste? Questo è anche il caso dell’Asn, solo elevato alla terza potenza, per infinite ragioni. Siamo sicuri che i commissari fossero tutti super partes? Certo che no. Siamo sicuri che fossero sempre all’altezza? Certo che no. Che non abbiano promosso i simili a sé e bocciato i diversi da sé? Certo che no. Che abbiano avuto sempre il tempo per formulare un giudizio meditato? È matematicamente sicuro il contrario. Eccetera. Si poteva fare diversamente? Probabilmente sì. Ma quello che mi preme qui è un dettaglio che secondo me non è per niente un dettaglio.

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Libri

Su “Personaggi precari” di Vanni Santoni


  di Claudio Giunta


[Domenicale del Sole 24 ore, 9 febbraio 2014]

Nella postfazione a Personaggi precari di Vanni Santoni, Raoul Bruni cita un certo numero di libri che sono simili a, o che ricordano un po’ Personaggi precari: «nella letteratura italiana del secolo scorso non mancano esempi illustri di raccolte di micronarrazioni/microromanzi», e cioè Bontempelli (La vita intensa), Manganelli (Centuria), Pontiggia (Vite di uomini non illustri), Campanile (Tragedie di due battute).

Vero, però a me Personaggi precari ha fatto venire in mente soprattutto un bellissimo libretto uscito tre anni fa, Cartoline dai morti di Franco Arminio. Arminio fa parlare i morti, gli fa raccontare il come e il quando della loro morte, un po’ come Dante nella Commedia, ma senza l’angoscia o la consolazione del giudizio finale, perché dopo la morte non c’è niente; anzi, come dice uno dei morti, «Non c’è neanche il niente, almeno così mi pare».

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Cani immaginari

Raimondo, il cane più brutto del mondo


  di Claudio Giunta

Avete commesso la leggerezza di fare dei figli? Hanno fra i 2 e i 25 anni?

Allora potreste essere interessati alle avventure di Raimondo, il cane più brutto del mondo, un e-book interattivo ideato da Claudio Giunta e Lorenzo Vezzali, disegnato da Lorenzo Vezzali e realizzato da PubCoder.

Costa un po’ più degli altri e-book per bambini (1) perché è molto più bello degli altri e-book per bambini, e (2) perché 5 euro vanno a Radio Magica, un’associazione che aiuta i bambini che hanno problemi di apprendimento.

Per conoscere meglio Raimondo e/o per comprare l’ebook, cliccate qui

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